Alitalia: vola il marketing dell’esperienza con il nuovo brand design

Alitalia - vola il marketing dell'esperienza

Alitalia: vola il marketing dell’esperienza con il nuovo brand design

Il cambiamento è fondamentale. Anche la reputazione. Alitalia lo ha capito, così bene che dopo 20 anni di stallo ha rapidamente rinnovato la sua immagine. Niente slogan cervellotici e niente pubblicità con effetti speciali. Solo un pò di sale in zucca e, è il caso di dirlo, piedi per terra. Ecco come.

IN VOLO VERSO IL CAMBIAMENTO

Il cambiamento è vita. Non solo per un’azienda, ma per ogni forma vivente. Sopravvive il più forte? Sbagliato. Sopravvive chi si adatta più degli altri. A cosa? Al cambiamento, ovvio. E qui stiamo parlando di Alitalia, cioè un esemplare perfetto di dinosauro aziendale, discendente diretto di gloriosi tempi di gestioni “fantasiose” dei bilanci, quindi dell’efficienza, della qualità dei servizi. Domanda: come fare a cambiare un residuato del genere? In più, con budget assai risicati. Più che una domanda, è un mistero. Però … anche i tempi cambiano, e invece di grandi rivoluzioni aziendali, il mercato oggi si accontenta di meno. Ecco il tocco di classe: aver interpretato le richieste del nostro tempo. E aver dato la risposta esatta. Guardare per credere.

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L’ESPERIENZA E’ IL FATTORE CHIAVE

L’astuzia di Alitalia è aver capito che il cambiamento è nella percezione, cioè nell’esperienza che l’aziende trasmette – a livello immediato, epidermico, superficiale, ma allo stesso tempo generale, per tutti. Cosa cambiare, allora? Le cose che più parlano dell’azienda: nuove uniformi delle hostess e del personale, nuovi colori, nuove lounge, nuova marca di poltrone, un design delle cabine completamente ripensato, servizi all’avanguardia per un’esperienza di viaggio completamente rinnovata. Qui si apre tutto un capitolo sullo stile “glamour”, retrò, ispirato ai ruggenti anni ’60. Bello a vedersi. Un pizzico di sogno felliniano! Comunque, la cosa funziona.

L’esperienza, appunto. E’ anche il titolo del video. Non si parla di strategie di bilancio, alleanze internazionali, tecnologie … cose grosse. No, il focus è centrato sul “micro”: le divise delle signorine, i piloti sorridenti, il menu ricercato e raffinato, l’aeroplano Alitalia che sorvola i cieli internazionali con l’orgoglio tipico della compagnia di bandiera.

SERVE UNA VISIONE

Cos’è che tiene in piedi tutto ciò? Ci vuole qualcosa che dia un tono elevato, una cornice di valore. Facile: il fattore “I” come Italia; qui diventa il “Made of Italy” (non Made “in” Italy). Alitalia è fatta “di” Italia. E’ l’Italia. Tutte le singole percezioni sugli elementi “micro” (divise, menu, lounge…) convergono all’interno di questo grande messaggio: l’Italia.

Questa campagna costa 20 milioni di euro, è centrata su video, affissioni e stampa. Dato che lo stile e la mentalità riportano agli anni ’60, anche il budget per il digital è allineato: 30%. Engagement? Macchè. Meglio un bello spot tv.

IL FUTURO

Erano 7 anni che Alitalia non investiva un soldo in pubblicità. Può un cambiamento nella percezione cambiare anche la realtà di un’azienda che deve fare profitto per continuare a volare, non solo nei cuori? Ecco le parole di Luca Cordero di Montezemolo: “Avevamo promesso un rilancio della compagnia e lo stiamo realizzando giorno dopo giorno, costruendo un futuro brillante per  Alitalia che oggi si presenta come un’azienda più moderna e flessibile. Stiamo riducendo le perdite e, se continuiamo a restare concentrati sugli obiettivi,  torneremo all’utile entro il 2017”, ha detto Montezemolo. “Stiamo trasformando ogni singolo settore della nostra compagnia. Mai prima d’ora Alitalia è stata è stata così concentrata sul raggiungimento degli obiettivi commerciali e sull’attenzione al servizio per assicurare a tutti i passeggeri la tradizionale ospitalità italiana”.

 

 


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