Facebook, le immagini arcobaleno? Un’indagine di mercato

Facebook, le immagini arcobaleno? Un’indagine di mercato

Avete presente l’immagine arcobaleno con la quale avete colorato la vostra foto profilo? È stata un’indagine di mercato di Facebook. Creata per celebrare il sì della Corte Suprema Usa ai matrimoni gay, ha garantito a Mark Zuckerberg di ricevere una mole di dati enorme.

Un’idea, quella delle foto arcobaleno, che si è estesa a tutto il mondo in poche ore, con 26 milioni di adesioni. Un portavoce di Facebook ha affermato che l’arcobaleno sarebbe nato nel corso di hackaton interno all’azienda e che sarebbe piaciuto così tanto da estenderlo a un pubblico più vasto. Nessuna ricerca “studiata”, quindi. Ma non è arrivata una smentita sul fatto che il social abbia potuto utilizzare i dati per fini commerciali. Perché colorare il proprio profilo offre informazioni sulle proprie convinzioni politiche e sulle modalità di diffusione di contenuti virali. Non sarebbe la prima volta. Nel 2013, Facebook aveva studiato la viralità di un’altra iniziativa simile dedicata al sostegno dei matrimoni gay. Ne è venuto fuori uno studio che viviseziona il percorso della viralità, scoprendo che sui social le battaglie civili hanno un percorso singolare. I contenuti si diffondono in maniera rapida, ma hanno anche una persistenza superiore alla norma.

Probabile che Facebook abbia avuto un approccio genuino a un tema come le unioni tra persone dello stesso sesso (tema sul quale Zuckerberg si è speso in prima persona). Difficile che Facebook non sfrutti l’opportunità offerta per acquisire nuove informazioni sugli utenti e sul funzionamento dei reti sociali. Ad alcuni specialisti, come Cesar Hidalgo del MIT e Stacy Blasiola dell’Università dell’Illinois, la seconda faccia delle foto arcobaleno era sembrata subito evidente. E avevano scritto che “Si tratta di un esperimento di Facebook”, anche se “si tratta di uno studio nel quale voglio essere incluso”.


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