L’innovazione diventa micro: una soluzione per la crescita

la micro innovazione per la comunicazione e marketing delle imprese

L’innovazione diventa micro: una soluzione per la crescita

Nel contesto instabile, in crisi e incerto dell’Italia, le imprese nel 2017 possono investire sulla “micro” innovazione. La comunicazione e il marketing non vivono nel vuoto. Sono sempre immersi in un contesto sociale, fatto di opinioni, tensioni, bisogni, aspettative, tendenze che muovono (o bloccano) le persone; ma anche di regole, istituzioni, risorse che condizionano le persone. Conoscere questo contesto è importante per inquadrare la comunicazione: qual è allora l’Italia che ha passato il 2016 e si prepara al 2017? Soprattutto: come si può volgere questo contesto a nostro vantaggio?

RITRATTO DI UN PAESE BLOCCATO

Il punto di partenza è il rapporto Ancc-Coop: i dati sugli italiani del 2016 descrivono una situazione chiara. Siamo inchiodati in una transizione senza uscita, dalla crisi alla ripresa (due parole chiave che secondo i dati hanno lo stesso peso per il campione intervistato) dove la recessione sembra alle spalle, ma la ripresa resta un appuntamento rinviato. Il presente è la crisi e vuol dire immobilismo – come confermano gli ultimi dati sulla deflazione a dicembre 2016: meno consumi, meno produzione. Il quadro economico non volge al sereno, tanto meno con i rischi sempre più reali per il settore bancario e la cronica instabilità e incertezza politica.

LA SPERANZA E’ L’ULTIMA A MORIRE

Nonostante questi condizionamenti e queste incognite, gli italiani sembrano tenere viva la speranza, un’altra parola chiave individuata dal Rapporto. La ripresa inizia a farsi realtà quando le persone credono che sia possibile. Se non ancora nei bilanci, almeno la ripresa è presente nella mente e nei cuori. La speranza sembra aver ridotto la paura. Come si manifesta questa speranza? Con la voglia di sperimentare, ad esempio nuovi servizi e prodotti. Il 93% dei campione intervistato nel sondaggio si dichiara incuriosito da nuovi prodotti e servizi. E così si scopre che a fronte di ipotesi tecnologiche future gli italiani vorrebbero più di tutto un supermercato senza casse, senza file che sfrutti il riconoscimento automatico (è interessato il 74%), segue la casa domotica (73%) e persino fa la sua comparsa nella lista delle preferenze il maggiordomo virtuale (lo vorrebbe testare il 43%). La voglia e la capacità di innovare non mancano.

LA MICRO-INNOVAZIONE: POTENZIARE LE IMPRESE, SENZA STRAVOLGERLE

Italiani, popolo di innovatori ma… su micro-scala. Non ci sono le condizioni per un cambiamento sociale radicale: addio contestazione, ribellione, rivoluzione, nemmeno per l’anticamera del cervello! Il cambiamento avviene su scala individuale, coinvolge l’ambito famigliare o comunque non va oltre i legami più forti e difficilmente raggiunge il lavoro, se non rimanendo una questione personale. E’ la micro-innovazione, qualcosa come una strategia di miglioramento della propria vita quotidiana e la ricerca, meno consapevole, di alternative migliori a più ampio spettro.

In tale contesto cosa può fare un’agenzia di marketing e comunicazione per aiutare a far crescere le aziende? Prima di tutto prendere atto di questa realtà: il cambiamento è uno strumento per migliorare la realtà esistente, non per fare esperimenti, stravolgere le cose, immaginare obiettivi troppo audaci. Perciò:

  1. Le aziende operano in un contesto incerto: la comunicazione e il marketing devono rafforzarle, cioè devono rafforzare il loro business con micro-innovazioni nella comunicazione e nel marketing.
  2. Le micro-innovazioni sono possono essere di due tipi: nei contenuti della comunicazione (quando l’ascolto diventa fondamentale, i contenuti aiutano a rispondere alle domande degli utenti, il cliente diventa un valore da promuovere sempre e non solo nella vendita) e nelle strategie di marketing (adottare il web marketing e il social media marketing in senso vero e proprio, con integrazione del budget per  web e social media nella comunicazione, politiche commerciali integrate tre online e offline e misurazione degli obiettivi).
  3. Le micro-innovazioni possono anche gestire innovazioni strutturali, ma senza “strappi” e senza ambizioni di “grandi piani” perché l’adozione stessa delle tecnologie si è fatta più lenta che nel passato. Internet of Things, cioè l’Internet delle Cose connesse, la Realtà Virtuale, la Realtà Aumentata, le tecnologie “wearable” cioè che si indossano (orologi e accessori simili) sono tutte grandi innovazioni epocali ancora alla finestra da tanto tempo. Ma quella finestra di diffusione e adozione non si è ancora aperta. La realtà è troppo complicata, critica e instabile per riuscire ad adottare queste tecnologie “game-changing”.
  4. Un esempio di micro-innovazione? Il Chat-bot come assistente virtuale ai clienti, per ottimizzare e automatizzare il customer care. Non ci vuole una scienza, budget contenuto, utilità immediata.

Questa è la realtà e con questa realtà bisogna fare i conti. Per cambiarla, gradualmente, bisogna lavorare sulla speranza e la voglia di sperimentare, poco per volta, senza scossoni. Così si stringono legami forti di fiducia e collaborazione con le aziende, su piani di sviluppo a medio-lungo periodo. Di questi tempi, è oro.

Vuoi sapere come applicare la micro innovazione per la tua azienda? Scrivici su info@dpsonline.it oppure compila il form qui sotto e ti contatteremo per studiare le soluzioni più convenienti. Grazie per l’attenzione


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