La Pubblicità: come si fa ?

3 consigli pratici per fare bene pubblicità

La Pubblicità: come si fa ?

Una volta si diceva che la pubblicità fosse l’anima del commercio. E’ ancora vero. Ma come si fa oggi la pubblicità con budget molto competitivi (leggi: ridotti) e per giunta nell’oceano del web, dove ci sono mille concorrenti per il tuo prodotto? Ecco un po’ di consigli e indicazioni pratiche.

Appunto: c’era una volta la pubblicità, la “reclame”, quella di carosello nella televisione col tubo catodico, quella dei manifesti sui muri delle città, sulle pagine dei giornali, nelle voci della radio. C’è ancora oggi. Ma non è detto che abbia la stessa efficacia di una volta e tanto meno lo stesso costo di una volta.

Com’è cambiato il consumatore e il commercio

Una premessa fondamentale: per capire com’è cambiata la pubblicità, bisogna capire prima come sono cambiati i consumatori e il commercio. Partiamo da quest’ultimo: la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) ha stravolto il tessuto commerciale. Addio piccoli negozi di quartiere. Benvenuto al mondo del centro commerciale o comunque al centro di eccellenza, collegato ad un marchio nazionale o internazionale. Poi il consumatore. Non si compra più soltanto sulla fiducia di lungo corso verso un commerciante che ha servito intere generazioni della nostra famiglia. Oggi la spesa si fa su almeno due livelli: la ricerca del prodotto e la ricerca del prezzo migliore per quel prodotto. Le linee di prodotto sono diventate tantissime, perché la parola chiave è personalizzare il più possibile il prodotto. Quindi è facile (e anche divertente) cercare il proprio prodotto, quello che meglio risponde alle esigenze, alle curiosità e ai vizi del consumatore. Poi la fase dell’acquisto: è possibile spendere qualcosa di meno? E qui parte la seconda ricerca, per il prezzo più basso. Ora che è più chiara la situazione, ritorniamo con la domanda di partenza: come si fa la pubblicità oggi, magari senza spendere un capitale?

3 consigli pratici per iniziare a fare bene pubblicità

  1. Messaggio: la pubblicità non è più uno slogan, perché i consumatori si sono stufati di messaggi preconfezionati che non vogliono dire nulla. I consumatori vogliono sentire e vedere cose divertenti, utili, convenienti, interessanti. Basta con le frasi fatte. Meglio così: invece di attingere alla fantasia, bisogna trasmettere le qualità del prodotto/servizio e spiegare facilmente il suo “perché”.
  2. Tecnologia: la pubblicità non va più isolata su un canale unico: sia che passi in uno spot per la televisione, o in un annuncio alla radio, c’è sempre bisogno di un sito web. Perché? Perché il consumatore, dopo lo spot, vorrà avere informazioni e il modo più diretto e veloce – senza uscire di casa o anzi scendere dal divano – è andare su Google o sul sito indicato nello spot. Magari si può fare l’acquisto direttamente online.
  3. Budget: non esiste quasi più la grande campagna di pubblicità che iniziava e finiva in breve tempo. Oggi siamo in una campagna di pubblicità permanente, perché la fedeltà del consumatore è molto difficile da mantenere. Appena spiegato sopra: sempre nuove opportunità su Google e sempre nuovi sconti. Difficile restare fedeli a lungo andare. Meglio approfittare delle opportunità. Allora la risposta più efficace è prepararsi a “micro” pubblicità, con budget contenuto ma spalmato su un arco di tempo più lungo e con un target (cioè con un pubblico di destinatari) più circoscritto, per aumentare il successo del messaggio. Così si prende meglio la mira.

Il messaggio, il target e un (piccolo) budget

Alla fine è chiaro che la pubblicità è cambiata perché è cambiato il consumatore e il commercio. C’è molta più competitività sulle gamme di prodotto e sui prezzi tra cui scegliere – con pochi clic o pochi tap sullo schermo dello smartphone.

In questa situazione fare bene pubblicità significa fare bene 3 cose:

  1. Capire la vera utilità, prestigio, interesse, del proprio prodotto o marca
  2. Trovare chi è realmente interessato ad acquistarlo
  3. Impostare piccole ma prolungate campagne che passino anche (ma non solo) sul web e i social media, senza svenarsi

Ma prima della pubblicità…

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