Micro-momenti: il nuovo contenuto su Google e Facebook

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Micro-momenti: il nuovo contenuto su Google e Facebook

MICRO-MOMENTI: COSA, DOVE, QUANDO E COME

Micro-momenti: la nuova “legge” della comunicazione è molto chiara. Più breve è, meglio è. Cosa? Il messaggio, naturalmente. Ma questo non significa che bastano due righe messe in croce. L’obiettivo infatti non è riempire un volantino o un manifesto oppure uno spot di 15 secondi alla radio. L’obiettivo è diventato rispondere alle ricerche degli utenti web. Non una o due volte alla settimana. Ma più volte, tutti i giorni. Sono i micro-momenti. Sono anche il centro della più recente strategia di Google e Facebook.

Cosa vuol dire micro-momenti? In pratica sono tutte quelle volte in cui l’utente cerca qualcosa di molto specifico. Non vuol dire qualcosa di strano, esoterico, misterioso o sballato. Significa che l’utente in quel momento è concentrato sul fare qualcosa di specifico e cerca le informazioni per farlo. Dove mangiare vegetariano stasera, come rifare il divano-letto, come organizzarsi un viaggio in quella località portandosi bambini e biciclette – oppure come sfruttare un certa caratteristica di quel prodotto acquistato un mese fa, dove trovare un pezzo di ricambio originale oppure quando avrà luogo il prossimo raduno di appassionati di fermodellismo di quella città.

Ovvio: quasi tutto ciò avviene entro il piccolo (quasi) schermo di uno smartphone. Quindi richiede velocità, semplicità (leggibilità), funzionalità. Richiede soprattutto una caratteristica fondamentale – per chi vuole fare impresa con questi contenuti: produrre questi contenuti e fare in modo che siano trovati prima dei contenuti degli altri.

I MICRO-MOMENTI SECONDO GOOGLE

Quali sono i principali micro-momenti ? Google ha individuato quattro gruppi (qui la documentazione ufficiale per approfondire):

  1. I-want-to-know-moments: cioè i micro-momenti della ricerca, dove il bisogno di informazioni è il motore dell’azione di ricerca.
  2. I-want-to-go-moments: cioè i micro-momenti dove la ricerca è diretta a trovare qualcosa intorno alla posizione in cui si è geolocalizzato l’utente.
  3. I-want-to-do-moments: cioè i micro-momenti del “come si fa” perché in quel momento preciso sto facendo una cosa ben determinata e cerco informazioni, consigli, trucchi, guide, pareri.
  4. I-want-to-buy-moments: cioè i micro-momenti dove l’utente è intenzionato a comprare qualcosa e vuole trovare/comprare qualcosa online, sempre più usando il suo smartphone.

micro momenti

Con questi micro-momenti diventa più semplice pensare a produrre contenuti. Infatti non serve più pensare a “manifesti” o paginate intere di contenuti, che non era certo facile produrre. Ora basta pensare a creare le risposte alle domande più immediate e decisive che il cliente/consumatore/contatto può rivolgere a Google. Questo è l’obiettivo e anche la sfida. La vittoria è far sì che le risposte trovate siano le nostre. Perché c’è sempre qualcuno che produce contenuti, forse migliori, forse in quantità maggiore. Sicuramente c’è competizione e Google premia la qualità e la continuità.

I MICRO-MOMENTI SECONDO FACEBOOK

Ma Facebook? La logica non cambia: viene solo trasferita sul social network. I micro-momenti diventano i post quotidiani. Diventano i messaggi chiave da ripetere regolarmente per spiegare cosa-come-chi-quando-dove. Le classiche 5W della comunicazione tradizionale: What (cosa), Who (chi), When (quando), Where (dove), Why (perché). Ma… c’è una piccola, grande novità. I micro-momenti sui social network non saranno presenti solo sulle pagine ufficiali delle aziende. La comunicazione su Facebook si sta dirigendo all’interno del Chat Marketing, come Messenger (qui l’approfondimento). Più o meno, la cosa funziona così, secondo l’annuale conferenza “F8” per gli sviluppatori di Facebook dedicata a presentare le innovazioni più importanti del social network:

  1. L’utente Facebook trova la Pagina dell’azienda con cui vuole fare qualcosa (chiedere info, comprare, prenotare?)
  2. L’utente entra nel canale di messaggio privato sulla Pagina e a quel punto riceve in automatico le risposte alle sue domande da un “bot”, cioè un risponditore automatico, ovvero una serie di messaggi che rispondono, effettivamente. Quindi, attenzione: non si tratta del messaggio del tipo: “grazie per averci scritto; ti faremo sapere al più presto”. E’ molto di più: posso prenotare una pizza; posso ordinare un mazzo di fiori… senza bisogno che dall’altra parte ci sia realmente una persona in carne ed ossa che mi risponda. E’ un inizio. Molto va ancora perfezionato. Molto di più va ancora compreso, anche a livello base. Ma la strada è questa. I micro-momenti su Facebook saranno, anche, contatti (touch point) automatizzati.

ATTENZIONE!

La posta in gioco non cambia: l’attenzione. Se ho bisogno di qualcosa, ho bisogno di trovarla in fretta, perché mi serve subito, senza bisogno di testi chilometrici, complicati, scritti in modo complicato e non per dare risposte semplici a semplici domande. Ma è proprio la semplicità la chiave di tutto. Lo era prima, con radio e televisione. Lo è ancora oggi, in questo pazzo mondo digitale!

Vuoi scoprire come il Chat Marketing può essere utile per far crescere la tua impresa? Scrivici su info@dpsonline.it e saremo felici di analizzare il tuo business e proporti il piano d’azione più adatto ai tuoi obiettivi.


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