I 3 trend del 2017 per fare comunicazione e marketing

I 3 trend della comunicazione e marketing del 107

I 3 trend del 2017 per fare comunicazione e marketing

Il 2016 è finito, ma il 2017 è già iniziato prima. E’ iniziato quando si sono affermati tre grandi trend di fondo, che nel nuovo anno sarà fondamentale seguire. Il nostro obiettivo non cambia: fare marketing e comunicazione, dalla consulenza strategica fino all’operatività quotidiana, per far crescere il business dei nostri clienti. In che modo? Continuando a fare il nostro lavoro di agenzia web: lavorare nella ricerca e sviluppo di tecnologie di comunicazione e marketing, a tutti i livelli, per dare un unico interlocutore alle imprese.

Ecco i tre trend fondamentali che nel 2017 bisogna rispettare per avere successo:

  1. Integrazione dei canali di comunicazione
  2. Le storie valgono più della pubblicità
  3. Monitorare, misurare, migliorare

 

1. L’INTEGRAZIONE DEI CANALI DI COMUNICAZIONE

Integrazione: i differenti canali di comunicazione, dalla stampa fino ai social media, devono essere integrati in un’unica strategia, per trasmettere messaggi coerenti e lavorare tutti insieme per gli obiettivi dell’impresa. Vuol dire che la pagina Facebook non è un “coso” staccato rispetto al sito web; quello che l’utente trova sul sito deve in qualche modo ritrovarlo anche su Facebook, con un tono più personale, famigliare, diretto, quotidiano. Ma non devono essere due mondi incomunicanti. Lo stesso vale per i biglietti da visita, le brochure, ogni materiale deve “ridondare” cioè rimandare sempre alla stessa identità dell’azienda. Perché tutto questo bisogno di integrare? Perché oggi, anche solo rispetto a 5 anni fa, i consumatori, i media, le aziende stesse hanno visto moltiplicarsi i canali di comunicazione. Poi, i canali digital non hanno praticamente costi di entrata: Facebook è per tutti e un sito web ha un costo notevolmente inferiore rispetto a 5 anni fa. Quindi è diventato più difficile governare in modo utile tutta questa miriade di profili online e offline: è inutile avere dieci profili dove l’utente ogni volta rischia di trovare cinque messaggi diversi, spesso in contrasto tra loro. Alla fine l’utente non ci capisce nulla, se ne va ed è perso. Il costo di un utente perso è un costo sempre più alto, perché per portare un nuovo utente bisogna faticare: contenuti, indicizzazione, pubblicità, esperienza positiva e continuità. Ecco perché l’integrazione dei canali è la base. Per approfondire il tema del “flop” di tanti e-commerce, c’è questo nostro post.

2. IL VALORE DELLA STORIA PER COINVOLGERE LE PERSONE

Una storia vale più di una pubblicità: cioè una storia che racconta qualcosa di utile, interessante, divertente, ingegnoso, originale rende molto di più rispetto al classico banner pubblicitario a pagamento. Perché? Le storie sono semplici da capire, catturano l’attenzione, trasportano il lettore nel loro mondo, non sono a breve scadenza come una pubblicità. Quando parliamo di contenuti, non pensiamo più alle news di tre righe che nessuno mai degnerà di attenzione. Parliamo piuttosto di contenuti che spiegano, presentano, descrivono – magari fanno immaginare, sognare, sorridere, riflettere – oppure aiutano, consigliano, informano, educano. L’importante è che la storia rappresenti l’azienda. Perché non basta più il banner? Perché oggi online anche per acquistare una chiave a brugola l’utente cerca dove è prodotta, chi la produce, con quali materiali, esperienze, tecnologie … e non bastano più le schede tecniche. E’ difficile fidarsi di una paginetta dove sono elencate raffiche di parole “secche”. Che garanzia c’è dietro? Come faccio a fidarmi? Ecco, la storia aiuta a far percepire chi sia l’azienda, all’interno di uno spazio virtuale, che è lo schermo di un pc o di uno smartphone. In questo post abbiamo spiegato quanto è importante aggiornare i contenuti di un sito web. Poi ci potrà essere la telefonata, l’incontro, la trattative. Ma prima di tutto ciò, andare su Google, entrare sul sito dell’azienda, consultare il catalogo, vedere chi è l’azienda… è un attimo. In quell’attimo si giocano però le possibilità di andare oltre oppure di finire subito lì. Perciò, i contenuti valgono, sempre di più. La storia è il “modello” di oggi. Non c’è bisogno di Alessandro Manzoni per scrivere storie. Basta un italiano corretto, un po’ di parole scritte con ordine e tanta attenzione per chi le legge.

3. LA MISURAZIONE DEI DATI PER L’OTTIMIZZAZIONE CONTINUA

Monitorare, misurare, migliorare. Queste 3 “M” sono fondamentali perché senza una misurazione, anche basilare, non si potrà mai capire se la comunicazione rende. Infatti oggi non serve solo che la comunicazione funzioni in senso tecnico. Per far funzionare gli ingranaggi, bastano i programmatori. La comunicazione deve rendere, cioè generare un ritorno di investimento, un guadagno o almeno raggiungere un obiettivo: visibilità? Contatti? Vendite? Prima definiamo questo obiettivo, poi definiamo come misurarlo e di conseguenza di preparano le attività e gli strumenti necessari. Basta poco: Google Analytics è lo strumento gratuito di Google per misurare tutto quello che succede su un sito web. Facebook Insights (qui la guida ufficiale) è per le Pagine Facebook. Alla portata di tutti.

Questi tre trend non sono innovazione. Sono già realtà. Far finta di niente, fare le cose come si facevano una volta, è un serio rischio. La vera innovazione non è più nelle nuove tecnologie, ma nel metodo con cui usiamo le tecnologie esistenti. Senza integrazione, cioè unità e coerenza; senza contenuti di valore e utilità; senza misurare il lavoro – allora anche il messaggio più creativo, il prodotto più competitivo rischiano di finire male.

 

Vuoi verificare se la tua impresa ha già adottato questi tre trend fondamentali della comunicazione e marketing 2017? Ti offriamo un check gratuito: scrivi a info@dpsonline.it oppure compila il form qui sotto e ti contatteremo noi. Grazie per l’attenzione!


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