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La sostenibilità della comunicazione: le “materie prime pulite” (1/5)

La sostenibilità è ovunque: anche nella comunicazione. Pensaci, se non lo avessi ancora fatto: la sostenibilità non vale solo per l’ambiente. Vale anche per le parole, i contenuti, i messaggi che ogni giorno (quasi) la tua azienda diffonde online – che è esattamente un ambiente reale quanto lo sono le vie, le colline, i rivi, il cielo intorno alla sede della tua azienda.

Nel precedente articolo, c’era una lista di 5 punti il cui primo era il seguente:

1. la tua comunicazione nasce da materie prime pulite?

Ora vediamo di esplorare questo punto – a partire da una semplice domanda: quando produci i tuoi contenuti riesci a scegliere fonti sostenibili, rinnovabili, pulite? Più nel dettaglio: i tuoi contenuti utilizzano fonti sostenibili?

Velocissimo flash sulla situazione attuale: apri per favore il tuo LinkedIn oppure anche il tuo Facebook e inizia a scorrere rapidamente (come facciamo tutti noi) la homepage.

Quanti contenuti trovi subito? Tanti. Quanti ti servono realmente? Pochi, pochissimi. Siamo in un’epoca dove i contenuti online sono esageratamene troppi e questa inflazione di contenuti fa precipitare la loro qualità o, almeno, complica terribilmente la vita a chi cerca, come te, contenuti di qualità.

Come si fa ad emergere da questo piattume? 

Esempio in “negativo”: la tua pagina LinkedIn è sempre piena dei soliti 3 o 4 post in cui ripeti sempre le stesse cose – oppure ci sono soltanto post condivisi dal web oppure ancora ci sono foto scattate col telefono agli eventi in diretta e basta.

Esempio in “positivo”: la tua pagina LinkedIn utilizza le segnalazioni dei tuoi colleghi sui contenuti interessanti, utli, originali che meritano di essere pubblicati.

Un altro esempio? Il blog del sito della tua azienda: a cosa serve pubblicare 5 notizie all’anno magari ognuna di 5 righe soltanto? Esempio in “positivo”: sul tuo blog parli dei tuoi servizi e spieghi perché convengono, scrivendo al target commerciale che ti serve di più.

E’ facile: le “materie prime pulite” della tua comunicazione aziendale sono facili da trovare e sono anche abbondanti: cosa interessanti e utili, fotografie originali, contenuti divulgativi oppure tecnici, citazioni, link esterni… 

In generale, per raccogliere le tue materie prime pulite hai bisogno di uno strumento indispensabile quanto funzionale e leggero: il Piano Editoriale. Ogni giorno, per ogni mese, decidi cosa, come, quando dire qualcosa – di utile, per il tuo target, quindi per te. Eviti di parlarti addosso ed eviti di passare per noioso ed eviti una fastidiosa condanna all’oblio: se un contenuto non interessa al tuo target, pensi che questo target lo leggerà, lo condividerà, tornerà a cercarne altri? Ecco. Così puoi organizzare, pianificare, eventualmente modificare l'” approvvigionamento” dei contenuti.

Non è difficile, vero? In questo modo potrai mettere a regime una comunicazione utile, piacevole, aggiornata e perciò considerata “pulita” esattamente come una fonte d’acqua nel deserto. Lo sai bene: quando si individua un’utilità, un benessere, un vantaggio allora difficilmente le persone smettono di usarla.

Allora, la prossima volta affronteremo il punto numero 2:

la tua comunicazione è alimentata da energie rinnovabili?

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